01. Il vecchio e il ragazzo

IlVecchioeilRagazzo
Il vecchio e il ragazzo, Emanuele Secco, 2012

 

Sia il vecchio sia l’ombrellone ne hanno viste tante in quella spiaggia. Sono ormai cinquant’anni che i due compagni inseparabili occupano sempre lo stesso posto in mezzo a quella sabbia bianca e lucente. Oggi sarebbero stati in tre. Poco male.
Il vecchio legge. Un libro di cui il nipote non ha mia sentito parlare. Roba troppo noiosa per lui.

-Dimmi, ragazzo,- esordisce il vecchio. -Cosa vedi tu nel mare?-
Il ragazzo non sa rispondere. La sua visione della vita è troppo limitata dagli innumerevoli impegni ai quali la sua giovane esistenza è dedita. Sport, amici, bar, qualche ragazza. Mai una volta che si sia messo da solo a osservare il mare, a scrutare le sue onde. Mai una volta che il suo sguardo si sia posato su quella linea blu che si perde all’orizzonte.
Il vecchio guarda il mare. Ci vede tutta la sua vita e tutte le cose che non è mai riuscito a fare. I desideri che ha dovuto mettere da parte per riuscire a costruirsi una certa sicurezza. Una vita che non è né cattiva né compassionevole, ma indifferente a quelli che erano i suoi vecchi bisogni, i suoi sogni, le sue speranze.

-Guarda bene,- dice il vecchio. -Cosa vedi?-
Il ragazzo rivolge ancora una volta lo sguardo verso il mare. Ancora niente.
-Non vedo niente, nonno.-
Una lacrima solitaria percorre una delle guance del vecchio, contando sulla forza di gravità per superare le profonde rughe. Il ragazzo lo nota.
-Nonno, perché piangi?-
Il vecchio si asciuga la lacrima e tira un lungo sospiro rotto da un singhiozzo. Si calma.
-Piango perché mi sono venute in mente tutte le possibilità che non ho avuto. Piango perché in quelle deboli onde sento la voce di tua nonna, l’amore della mia vita, risucchiata da quel blu profondo.-
Breve pausa. Solo il rumore delle onde come sottofondo.
-Vedi,- riprende il vecchio, -guardare il mare può far male a volte.-
-Allora, nonno, perché guardi il mare?-
-Ragazzo, sai come succede certe volte. Ti trovi davanti a qualcosa che non capisci, di cui non riesci a comprendere appieno l’esistenza. Il mare è questo. È una linea blu che si perde all’orizzonte, nel quale sono racchiusi tutti i sogni dell’umanità e le sue memorie. È il simbolo di una sempre più grande voglia di infinito…-
Il ragazzo pensa a quello che ha appena ascoltato. Forse i suoi impegni non sono importanti come sembrano.
-Vedi, ragazzo, il mare è questo. E non si può non degnarlo di uno sguardo. Ricordati queste mie parole. Qualche volta fermati e pensa. Le tue possibilità, i tuoi sogni, le tue speranze sono tutte lì, a cavallo di quelle onde. Non ignorarle. Sta solo a te scegliere quale sogno seguire. Ogni tanto fermati e pensa a quello che il mondo può offrirti, e a quello che tu puoi offrire a te stesso.-

E.

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