16. Visioni

Visioni 1, Emanuele Secco, 2014
Visioni 1, Emanuele Secco, 2014

 

Ricordo uno spettacolo teatrale.
Marco Paolini stava parlando di una montagna franata in un lago artificiale.

«Chi va in montagna mi capisce al volo, senti.
Una di quelle volte che ti sei alzato la mattina preso, stai sudando ormai da ore come un becco sotto lo zaino, verso il rifugio che è là. Son tre ore che è là. Perché li spostano… Ci ho messo anni a capirlo, ahn?! Lo fanno per il tuo bene, ma li spostano, chiaro…
Tu sei là che ti domandi chi te è che te l’ha fatta fare questa fatica, ti casca l’occhio indietro un attimo e capisci da solo: che valeva la pena di far tutta la fatica del mondo per arrivare là in quel momento lì. Perché giù il fondovale, da dove sei partito, è già coperto di nuvole, ma tu ormai sei sopra. È limpido, sopra. A 360° hai le montagne, le crode lì intorno a una a una. Che ti par di poterci volar sopra, come un rapace.»

Un po’ quello che devi affrontare per avere una buona visione d’insieme in questa città. Te la devi guadagnare.
Allora via. Via la giacca e la sciarpa. Meno male che abbiamo con noi solo lo stretto necessario.
Sali le scale. Sono strette. Devi condividerle con quelli che scendono, e man mano che sali sei costretto a fermarti per lasciarli passare.
Si sta rivelando più difficile del previsto.
È novembre inoltrato, eppure si suda.

Sei così concentrato che non ti accorgi di essere in cima.
Il respiro si blocca, ma non per la fatica.
Rimani lì. Immobile. Incapace di parlare.
È inutile. Non c’è niente da dire. È anche difficile scriverne senza cadere nei soliti luoghi comuni.
Sai solo che devi assorbire il più possibile, a costo di farti esplodere i neuroni uno a uno. Sinapsi sovraccariche.
Comprendi che avere una buona visione d’insieme è importante. Aiuta a entrare nel contesto, a rendersi conto delle effettive dimensioni della faccenda. È il primo passo verso la comprensione di ciò che appare più grande, quasi invincibile. Inamovibile.

È già ora di andare? Ancora un secondo.
Non è possibile. Ce n’è di roba da vedere ancora.
Questa volta si scende. Bene attenzione a dove si mettono i piedi.
Ogni tanto ti fermi. Lasci il passo a gente che non sa ancora quante rampe di scale mancano alla cima.
Appena arrivo giù mi bevo minimo un litro d’acqua, pensi.
No. Dovrai aspettare.
Una feritoia ha attirato la tua attenzione. Un minimo dettaglio in tutta la visione d’insieme.
Fai tesoro anche di questo.
Alla fine anche la fatica del ritorno a terra è valsa la pena.
Chi ha detto che per entrare nel dettaglio non ci si debba sottoporre a un ulteriore sforzo? È più faticoso, sì, ma la visione d’insieme è niente senza i dettagli che la compongono.
È tutta questione di visioni.

 

Visioni 2, Emanuele Secco, 2014
Visioni 2, Emanuele Secco, 2014

 

E.

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