05. Giudice e prigioniero

Giudice e prigioniero, Luca Magnaguagno, 2015
Giudice e prigioniero, Luca Magnaguagno, 2015

 

Dentro ognuno di noi sono presenti il fiume impetuoso che non ha bisogno di chiedere nulla a nessuno e il ramoscello debole, che cerca di rincorrere la vita nonostante la minaccia che gli è sempre davanti.
Il rumore dell’acqua che scorre incessantemente si è affiancato al silenzio di una piccola pianta che è riuscita a diventare un arbusto in grado di sopravvivere anche su un terreno di pietra.
Chi può immaginare di crescere in una casa che non sente propria? Eppure, la piccola creatura ancora spoglia non chiede nulla a se stessa; semplicemente qualcosa ha scelto di farla crescere proprio lì, ed essa aspetta.
Nulla turba la serena permanenza di questo germoglio, infatti non teme che l’acqua la possa travolgere, e non immagina che prima o poi il suo giudizio arriverà. Essa, dunque, vive finché le viene permesso, e lo fa nel migliore dei modi: aspettando ciò che sarà.
L’uomo dovrebbe agire proprio come il fragile alberello: tenersi stretto alla vita che lo ha generato, non farsi domande, non cercare soluzioni alle proprie condizioni, ma semplicemente esserci in ogni momento, in ogni terreno, e davanti a ogni nemico e carnefice. Insomma, dovremmo avere il coraggio di crescere non solo in un prato fiorito o in una foresta rigogliosa, ma anche in una gelida prigione che ospita, oltre al condannato, anche il giudice.

Luca Magnaguagno
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E lui scorre. Impetuoso, inarrestabile.
Le rive sono una prigione di cemento, argini utili all’uomo affinché possa proteggersi.
Ma ecco una frattura. Dai muri di calcestruzzo la vita si sporge in cerca del sole, suo nutrimento. Il detenuto è riuscito a fuggire, suo cibo è il fiume anch’esso incatenato in un percorso prestabilito.
La frattura è di comune utilità. Il ramo la usa per assorbire la luce. Il fiume ci si getta contro e scava, scava, finché non fuoriesce dalla parte opposta.
Giudice e prigioniero. Argini e vita. Non sono forse la stessa cosa?

E.

 

 

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A presto!

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