32. Wrong side of heaven

Wrong Side of Heaven, Emanuele Secco, 2014

 

«I spoke to God today, and she said that she’s ashamed.
What have I become, what have I done?
I spoke to the Devil today, and he swears he’s not to blame.
And I understood, cause I feel the same.»

 

3 secondi. 2. 1.
Pronti?
Si va in onda.

Spero solo di aver detto tutto. L’unica cosa che il giornalista ha il tempo di pensare.
Velocemente riordina i fogli della scaletta.
La luce della camera fissa si accende.
«Buonasera e benvenuti al tg della sera…»
Sciorina in fretta la formula di rito. Occhio fisso in camera. Ogni tanto abbassa lo sguardo verso il foglio. Non può sbagliare. Non in diretta.
Per ora non si impapina. Non male dopo un mese passato là, in solitudine, a raccogliere materiale per il servizio che sta presentando.
«Vediamo il servizio».
Il momento della verità.

È la sua grande occasione. Finalmente è riuscito in quello che altri telegiornali avevano scelto di non fare: raccontare quella storia.
«Forse è davvero meglio non mostrare queste immagini», si era detto ad alta voce mentre filmava l’orrore.
Aveva capito perché gli altri telegiornali non erano interessati. Era davvero troppo. Ma lui ormai era lì, sporco di sangue. Croste di giorni e giorni di lavoro incessante. Lacrime e sudore rappresi sul volto non rasato.

Il servizio è finito.
Lui non parla. Occhi sbarrati, dritti sulla luce della camera fissa.
Non poteva essere vero.
Il servizio non era più il suo. L’avevano ridotto a una barzelletta. Il messaggio passato era l’esatto contrario di quello che stava alla base della sua creazione.
L’avevano fregato. Avrebbero dovuto aspettarselo quando gli dissero che andava bene così, che avrebbero pensato loro al montaggio. Lui avrebbe solo dovuto riposarsi per arrivare bello e profumato al grande giorno.
Una lacrima gli percorre una guancia.
Il lavoro di una vita. Rovinato.
E continua a guardare in camera, verso l’obiettivo.

Gli spettatori vedranno solo un povero scemo che scoppia a piangere in diretta. «Trasmissione interrotta per problemi tecnici, ci scusiamo per il disagio», dirà una scritta bianca su sfondo nero. Questo è quanto il rettangolo dell’obiettivo ritorna di tutta la storia.
La capacità dell’inquadratura, di mostrare solo quanto fa comodo, di estromettere il resto del mondo, è ciò che ci circonda. È l’essenza stessa dei media. Stringiamo su un argomento, o solo su un suo aspetto, tralasciando tutto il resto.
Il mondo ci viene incontro sotto forma di un rettangolo. Tutto il resto, fuori.
Anche i nostri occhi sono un obiettivo. Il cervello, il dispositivo di elaborazione e memorizzazione.
Vogliamo davvero costringerci nella fissità di un rettangolo?
La scelta è nostra.

 

Wrong Side of Heaven 2, Emanuele Secco, 2014

 

Wrong Side of Heaven 3, Emanuele Secco, 2014
Wrong Side of Heaven 3, Emanuele Secco, 2014

 

«Right or wrong, I can hardly tell.
I’m on the wrong side of heaven, and the righteous side of hell.»

(Five Finger Death Punch, Wrong Side of Heaven)

 

E.

Annunci

Il tuo Punctum

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...