34. Fantázia

34.fantázia
Fantázia, Emanuele Secco, 2015

 

«Al campo!
Se tu, caro lettore, sei un ragazzo di campagna, sei fortunato! Ti basta fare un passo per trovarti in spazi senza confini, sotto l’immensa volta del cielo. Abituato a guardare orizzonti lontani, non puoi capire cosa vuol dire stare rinchiuso tra i muri grigi di una città. Non puoi nemmeno comprendere cosa significhi, per un ragazzo della capitale, un piccolo prato abbandonato. Per lui è il luogo dove si gioca, è la fuga dalla realtà, è il regno della libertà.
Oggi sul terreno della via Pál si innalza, triste e severo, un tozzo fabbricato di quattro piani, e chi vi abita ignora completamente che cosa ha rappresentato per una squadra di poveri scolari di Budapest il quadrato di terra su cui sorge la casa.»

«A grund…
Ti szép, egészséges alföldi diákok, akiknek csak egyet kell lépnetek, hogy künn legyetek a végtelen rónán, a csodálatos nagy, kék bura alatt, melynek égbolt a neve, akiknek a szemetek hozzászokott a nagy távolságokhoz, a messzenézéshez, akik nem éltek magas házak közé ékelve, ti nem is tudjátok, mi a pesti gyereknek egy üres telek. A pesti gyereknek ez az alföldje, a rónája, a síksága. Ez jelenti számára a végtelenséget és a szabadságot. Egy darabka föld, melyet egyik oldalról düledező palánk határol, s melynek többi oldalain nagy házfalak merednek az ég felé.
Most már a Pál utcai grundon is nagy, négyemeletes ház szomorkodik, tele lakóval, akik közül talán egy se tudja, hogy ez a darabka föld néhány szegény pesti kisdiáknak a fiatalságát jelentette.»

(Ferenc Molnár, I ragazzi della via Pál)

 

fantázia /ˈfɒntaːzijɒ/ – fantasia /fanta’zia/

Oggi ho preferito lasciare spazio alle parole di Ferenc Molnár.
I ragazzi della via Pál, un libro che ho adorato da bambino e che, tuttora, rimane nella lista dei favoriti. Sarà che leggendolo mi sembra sempre di tornare a Budapest, a luoghi che conosco bene. Sarà che ogni volta mi trovo a pensare ai mille e mille pomeriggi segnini passati all’aria aperta, durante i quali bastava solo un bastone, una palla e qualche amico; la fantasia faceva il resto.
Ora questi ricordi sono solo il passato, racchiusi in una foto sbiadita.

E dire che in questo spazio avrebbero dovuto farci un parco per bambini. Promessa mai mantenuta e vecchia di 13 anni.
Be’, la fantasia ha vinto ancora.

E.

Annunci

Il tuo Punctum

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...