08. Passeggeri della Storia

09passeggeridellastoria
Passeggeri della Storia, Marta Negri, 2015

 

Davanti all’obiettivo volti e luoghi si confondono, si mescolano, si fondono a creare una sinfonia di luci e ombre, suoni e silenzi.

Di fronte ai monumenti, ai luoghi di interesse artistico o a un bel paesaggio veniamo colti dalla frenesia di scattare foto, ma, certo, serve che l’inquadratura sia pulita da ogni frammento di umanità a noi sconosciuta. Troppo spesso dimentichiamo che questi luoghi appartengono alla Storia e lì rimarranno immutati; le persone, invece, sono effimere, mutevoli, fugaci nella loro spontaneità.

E se ci pensiamo, cosa sarebbero questi luoghi privi delle persone che quotidianamente li vivono?
Solo sedie, mobili e statue appesi a un soffitto.

Marta Negri
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«Hey, man. Look at that. What the hell…»
L’ennesimo turista che rimane a bocca aperta passando davanti al negozio.
È naturale che si fermino. Vedono sempre qualcosa di loro interesse. Può trattarsi di un balocco che li riporta all’infanzia, una collana che gli ricorda un ritratto o un film al quale sono affezionati, un libro introvabile o, ancora, l’ultimo pezzo che gli manca per finire una collezione.
Dovreste vederli quando entrano. Il campanello posto sopra la porta suona. Passo insicuro, sentono il mio sguardo trapassargli la carne. Timidamente si avvicinano al bancone e mi chiedono qualche informazione. Io rispondo con cortesia, dicendogli quello che vogliono sentire.
Pochi minuti e si sta già discutendo del prezzo. «Quanto hai in tasca?» gli chiedo sempre. Trovo così volgare approfittare dei loro sogni per il vil denaro. Che si tratti di pochi centesimi o qualche banconota sostanziosa a me non interessa. Devo sembrare davvero il venditore ideale, ma fuggirebbero a gambe levate se solo sapessero che in ballo ci sarà qualcosa in più.

Tutto comincia con un patto, la promessa di un favore. «Ricorda,» dico sempre, «se non rispetterai la parola scatterà una bella mora, non solo monetaria.»
Il cliente non ascolta, è disposto a tutto. In fin dei conti è prevedibile: in queste occasioni l’autocontrollo va a farsi benedire, la mente è concentrata solo sull’oggetto.
Per stabilire i termini non c’è neanche bisogno di una firma. Ricorderanno tutto ogni volta che avranno sotto gli occhi il loro nuovo tesoro. Sarà a quel punto che io, il signore vestito di nero, chiederò tributo. Solo piccolezze per iniziare, ma dovreste vederli poi. La tenacia dettata dall’attaccamento a un oggetto può portare l’uomo a fare di tutto. Non vi siete mai chiesti, aprendo un giornale, come alcuni fatti di cronaca nera siano apparentemente inspiegabili?

Non commettete l’errore di giudicarmi. Non avete idea dei personaggi che hanno varcato la mia soglia, e non dimenticate che tra i prossimi potreste esserci voi. Già vi vedo con gli occhi intrisi di luce, il naso appiccicato alla vetrina e la smania di portare a casa il vostro tesoro. Per quanto assurdi possano essere i vostri desideri saprò accontentarvi.
Dovete solo rispettare i patti: la realizzazione di un sogno in cambio del proprio essere. Uno scambio equo. E io sono uno che sa come esigere ciò che gli spetta.
Del resto, il diavolo non gioca mai da solo.

Liberamente ispirato e tratto da Cose Preziose.
Thank you, Mr. King.

 

E.

 

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A presto!

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