69. Bottle / Family

Bottle / Family, Emanuele Secco, 2016
Bottle / Family, Emanuele Secco, 2016

 

Ultimo sorso. Ennesima bottiglia.
È ora di andare a casa, vecchio.
Lasci un obolo sul banco. Una promessa di pagamento.
«Segna!»
La porta si chiude alle tue spalle.
Intorno solo il silenzio della notte. Una lieve brezza muove le cartacce abbandonate sull’asfalto. I lampioni immergono la strada in un filtro giallo.
L’ultima isola di lucidità ti suggerisce che non puoi guidare. Hai bevuto troppo.
Va bene così. Una passeggiata ti farà bene.
Ti incammini verso casa. Solo un paio di chilometri.
Lo scricchiolio delle suole bucate spezza la patina invisibile prodotta dal sonno di tutti.
Più di una volta rischi di inciampare nel nulla. Ti fermi. Accendi una sigaretta. Trovi una qualche stabilità. Prosegui. Ogni tanto sbandi, ma le gambe reggono il peso. Le boccate di fumo conferiscono ritmo all’andatura.
Pensi a tua figlia. Davvero ti meritava?
Pensi a tua moglie. Davvero avrebbe sopportato ancora a lungo?
Credevi di essere al sicuro. Credevi di avere tutto: un lavoro, il rifugio di una famiglia. Non ne hai avuto rispetto. Ora non ci sono più. Ti è rimasta solo la bottiglia, l’unica famiglia che ancora ti riconosce.
‘Fanculo anche alla passeggiata, pensi. È vero, prendendo la macchina saresti già a letto. Niente pensieri, solo un riposo prima della prossima serata al bar.

Gli ultimi 500 metri. Finisce il paese. Niente marciapiede. Nemmeno un lampione.
Butti a terra la sigaretta. Allunghi già la mano verso il taschino, poi ti fermi: basta fumare, per oggi hai dato.
Tiri fuori il mazzo dalla tasca. Giri e rigiri le chiavi nel palmo della mano.
Nel buio vedi il volto della tua ex, risposata. Pensi a quanto deve essere felice tua figlia, ora anche lei ne ha di suoi.
Ancora qualche passo e potrai lasciarti tutto alle spalle fino a domattina.
Sei così assorto che non ti accorgi del veicolo in avvicinamento. Sbanda vistosamente, pilota ubriaco come lo sei tu.
Ti rendi conto di quanto succede solo quando le luci ti investono con tutta la loro potenza. Per un secondo, uno solo, il cuore acquista i giri del motore.
I vostri occhi si scontrano in mille frantumi di vetro insanguinato. Il cofano prende in pieno il cancello d’ingresso. Lamiere piegate dall’urto. L’airbag non ha funzionato. Due corpi che collidono a causa di moti inversi.
Forse, nella sfortuna, vi siete trovati. Entrambi vedevate nella bottiglia l’unica famiglia rimasta.
Ora non siete soli. Non più.

 

«Society, you’re crazy indeed
I hope you’re not lonely without me»

(Eddie Vedder, Society)

E.

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