79. Simbolo, pt. 2

79. Simbolo pt. 2
Simbolo pt. 2, Emanuele Secco, 2016

 

Cento passi in direzione del sole calante.
Imbocca il sentiero a destra.
Fatti strada tra le fronde del bosco senza tempo.
Al terminare degli alberi ti si aprirà dinnanzi una breve salita fatta di rocce e erba seccata dal sole.
Tra gli ulivi e le viti giace ciò che hai dimenticato.

Il simbolo è in rovina.
Così intenti a superare la corsa del progresso, abbiamo dimenticato le radici su cui si fonda il presente.
Il messaggio è chiaro, ma non riesci a intenderlo. Una lenta e tenue discesa verso l’egoismo ti copre la vista, ti tappa le orecchie. Bavaglio che lascia traspirare solo un sottile e costante rigagnolo di saliva.
Passi i pochi attimi di pace a dare retta a dettami, interpretazioni, testi che ti travolgono in quantità. Qualità scadente, ma non riesci a venirne a capo.
La pragmatica non è più nelle tue corde.
Interpreti restringendo il focus su te stesso. Si fottano gli altri, io so come funziona e cosa sta succedendo, ripeti convincendoti.

Mi spiace, caro amico. Non sai un cazzo.
Il senso di appartenenza e la fiducia nel “capo” sono una brutta bestia. Intorpidiscono le sinapsi, bloccano il regolare scorrere delle parole. Filtri il cui scopo è quello di mantenerti ben saldi alla base.
Così passi le giornate pregando, prestando fede a precetti e paletti frutto dell’interpretazione. Decodifiche frutto di un passato da dimenticare, esegesi al soldo del potere e i suoi scagnozzi.
Hai perso il vero senso di quanto tramandato dal testo integrale. Pensi di conoscerlo, pur non avendolo mai letto in solitudine. In tutti questi anni non hai minimamente pensato alla possibilità di sfogliarlo, perlomeno provando a mettere in crisi la mediazione a cui sei soggetto.
Non ti rendi conto che la religione e i suoi simboli non sono altro che chiavi di lettura e rappresentazioni del presente. Sono il frutto di un mondo che non è poi tanto cambiato nei millenni.
Sei così chiuso nelle tue convinzioni da non saper riconoscere l’incarnazione dei tuoi testi sacri nemmeno quando questa ti sbatte in faccia. Sei immune alla sua forza.
Ripeto: non sai un cazzo. L’unica strada per uscirne è ammetterlo.

Perché non esci per una passeggiata?
Conosco un posto in cui non sei mai stato. Parola di boy scout.
Prendi questa mappa. Saprà guidarti.

Tra le rovine ritroverai il senso di ciò che è andato perduto.
Qualche minuto di silenzio, la mente sgombra dai rumori di cui ti circondi.
Inspira. Espira. Lascia che i polmoni si liberino dal veleno.
Apri gli occhi e assapora il paesaggio. Perditi in esso.
Vola sopra i passi, le crode, i ghiacciai. Ammira quanto hai creato.
Più in là ci sono le tue possibilità. Non dimenticarle. Assecondale.

E.

 

Qui puoi trovare 58. Simbolo (prima parte)
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