82. Mappa

Mappa, Emanuele Secco, 2016
Mappa, Emanuele Secco, 2016

 

Direzione, pt. 2 – Mappa

 

Tutto comincia con una mappa.
Essenza dell’ordine.
Coordinate, legende, simboli. Tra di essi si nasconde il mistero della ricerca.
Tutto è chiaro. Tutto è riportato.

Com’era giunto fin lì?
Una sola domanda, ma capace di catalizzare ogni suo pensiero.
Attorno alla vicina roccia, unico seggio nel deserto, non vi erano impronte di alcun tipo. All’inizio pensò che, con tutta quella polvere, il vento fosse riuscito a cancellarle, ma dovette ricredersi quando realizzò l’assenza di quelle morbide onde che spesso caratterizzano una superficie sabbiosa sfiorata da una corrente d’aria.
Allora com’era giunto fin lì?
Il volo. Sì, forse. Sempreverde immaginazione di ogni bambino. Senza dubbio, fosse stato in grado di volare, non si sarebbe fermato nel mezzo del nulla.
Buttato giù da un aereo.
Certo, pensò. E dove sarebbe il paracadute?
Arrivò persino a esaminare il terreno attorno a sé in cerca di un qualche segno che indicasse la presenza di una botola o un qualsiasi buco. Dopo aver visto e rivisto i cartoni di Bugs Bunny tutto è possibile… Sì, sì: avrebbe preferito anche lui un riferimento a un coniglio ben più letterario, ma non era certo il momento di fare gli schizzinosi.

Doveva ritrovare la direzione.
Qualche passo lasciandosi il masso alle spalle.
Fermo. Ascoltò.
Il deserto si giocò di lui facendo sentire il suo silenzio. Pesante.
Una leggerissima bava di vento gli scosse una ciocca di capelli.
Fulmineo, si inginocchiò e tracciò una prima linea. Una seconda e una terza, queste perpendicolari alla prima.
Senza fretta, occhi chiusi, alzandosi e inginocchiandosi più volte. La mappa prese forma. La scorza secca del terreno non era poi difficile da solcare.
Tracciò qualche curva, aumentò il perimetro del tutto. Un’intera città stava prendendo forma. Mano a mano che le solcava, quasi gli sembrava di ripercorrere quelle strade. Palazzi signorili e monumenti si levarono dalla polvere arida. Era il ricordo ancora vivissimo, immagini e sequenze immagazzinate in qualche antro.

Per trovare la direzione lo studio della mappa è un passo imprescindibile. Aiuta a dare un senso a quanto ci circonda, un battito alla vita che scorre per le strade.
Seduto, mappa aperta sul tavolino, studiava. Incrociava carte, indicazioni e impressioni. Mano a mano svelava la giusta direzione.
Pochi minuti ancora, poi raccolse le sue cose e uscì in strada.
Il programma del giorno prevedeva tre o quattro tappe sparse per quella città straniera. Niente paura, è tutto segnato. Gli altri avevano imparato che era meglio affidarsi a lui.
Prima tappa. Check.
Seconda. Check.
Era arrivato al punto di fare affidamento sull’istinto. Era come se quei posti non li avesse solo già visti, ma vissuti. Chissà, magari in un’altra vita, un’altra epoca. Quasi sentiva che tutto ciò gli apparteneva. Era come se, allontanandosi da casa, ne avesse subito trovata un’altra.
Direzione terza tappa. Giunto in vista della diramazione gettò la sigaretta a terra e proseguì imboccando la strada a sinistra. Sicuro.
Bastarono pochi passi e il terreno cominciò a produrre un tremolio, all’inizio quasi impercettibile ma sempre più intenso di secondo in secondo.
Quando la prima crepa dilaniò l’asfalto intorno, capì che c’era stato uno sbaglio. Percorso errato. Dispiace.
Si girò per scusarsi con gli altri, ma era rimasto solo. Una piccola isola di asfalto di un metro quadrato mentre palazzi, case e il cielo stesso crollavano in un silenzio di morte.
Una lacrima gli segnò il volto.
Aveva fallito.
Mai fidarsi troppo dell’istinto. È sempre meglio dare un po’ di spazio alla considerazione. Ponderare ogni possibilità.

Quando anche quell’ultima isola di asfalto si fece inghiottire dal vuoto, lui si fermò.
La mappa di sabbia e polvere era illeggibile. Rovinata dalle sue stesse mani.
Si guardò le braccia: palmi e avambracci bruciavano, pieni com’erano di graffi e sbucciature. Irritanti granelli anche nella ferita più lieve.
Era successo un’altra volta. Nell’estasi del ricordo, nella realizzazione del fallimento era riuscito a mandare tutto all’aria.

Si rialzò.
Qualche passo. Si appoggiò alla roccia.
Ai suoi piedi solo un intreccio di strade e persone sbiadite.
Una sola parola.
NORD.

(continua…)

 

E.

 

*Direzione è anche: pt.1, Bussola, pt. 3, Orientamento, pt. 4, Direzione.
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