99. Quadratura, pt. 2

Quadratura, pt. 2, Emanuele Secco, 2016
Quadratura, pt. 2, Emanuele Secco, 2016

 

Appena stappata la quinta birra, eppure l’obiettivo rimane sfocato. Ci si concentra solo sulla superficie, non si affonda la mano nella melma.

La funzione non è facile da individuare. Non lo è mai stata.
La quantità di dati è impressionante. Faldoni colmi di notizie, dichiarazioni, spesso fandonie.
Occorre individuare l’integrale, definendo così lo spazio curvo tra una bugia e l’altra.
Gauss.
Quadratura.

Le dita scorrono sulle nostre parole, disegnano cerchi in aria in cerca del quadrato dall’area equivalente.
Centinaia di tentativi. Nessuno a buon fine. Le funzioni elaborate non trovano sempre applicazione nella vastità di materiale presente. I primi sorsi sono quelli dell’illusione, forse ce l’abbiamo fatta, poi il vuoto. La delusione. E intanto vola un altro tappo.
Occorre scavare ancora e ancora. Mantenere il ritmo, non perdersi per strada.

Spunta l’alba. Gli occhi si appesantiscono. Sorso dopo sorso le parole sbiadiscono.
Il sacchetto, prima colmo di tabacco, contiene solo poche briciole. L’ultima sigaretta, prima di dichiarare fallita la missione.
Toccherà rassegnarci. Ma almeno ci abbiamo provato.
Sì, cazzo, ci abbiamo provato.
Infilo la mano nel sacchetto, scavo la superficie interna per racimolare quanto più tabacco possibile. In fin dei conti devo lasciarne un po’ anche per te. L’occhio cade su una delle avvertenze stampate a caratteri cubitali: «I figli dei fumatori hanno più probabilità di cominciare a fumare». Poco sopra, la foto di una bara bianca fa da sfondo a due genitori in lacrime.
«Sì, come no», sbotto. «Mi chiedo sempre perché non le stampino anche sulle confezioni di merendine, ‘ste cazzate.»
«Ah, non sarebbe male.»
«Te lo immagini?» Breve pausa per leccare la cartina. «Le Kinder Brioss possono provocare obesità. Non iniziare.»
«Eh, in effetti ci sta. Pensa anche al caffè, allo zucchero…»
«Eh, perché non la Coca Cola? Quella fa bene, no? E gli alcolici, ne vogliamo parlare?»
«A proposito,» e indica la cassa. «Sono rimaste le ultime due.»
«Passa qua, va’.»

Mentre gustiamo l’ultima birra la discussione si fa più accesa. Come farà mai la gente ad accettare di considerare nocivi alcuni prodotti piuttosto che altri. Tutto fa male, bisogna solo tenere d’occhio le quantità. Se cominciassi a mangiare una confezione di merendine al giorno, molto probabilmente rischierei di incorrere in problemi legati all’obesità. Stessa cosa per le bibite zuccherate e la quantità di zuccheri assunta. Per non parlare del caffè e l’ipertensione. E, perché no, l’alcol; anche se quest’ultimo, secondo il senso comune, viene demonizzato molto più rispetto a una pastina glassata di conservanti.
Stereotipi, nient’altro. Archetipi costruiti tramite un’esperienza acquisita, mai vissuta, che entrano a far parte del nostro reale.

Spesso si demonizza l’alcol. Addormenta i sensi, dicono. Non i nostri. No.
L’avevamo appena trovata.
La primitiva. L’antiderivata.
La quadratura.

 

(continua…)

 

E.

 

(Leggi anche: Quadratura, pt. 1)
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