97. Cerchio, pt. 2


«I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio Paese e non si è disposti a farsi carico di quelli stranieri.»

Charles-Louis de Montesquieu

 

Contrariamente a molti, e grazie al lavoro di mio padre, fin da bambino ho avuto la fortuna di girare molto. Non si è trattato di soli viaggi di piacere, ma di vivere in un paese straniero.
Ciò ha contribuito a creare in me una sorta di doppio campanilismo: uno rivolto al mio luogo di nascita, l’altro dedicato a quella terra tanto affascinante e misteriosa. Una terra che non ho mai smesso di indagare, di studiare, di capire. Una terra che, fino a quando non avrò la possibilità di viverci ancora, credo non riuscirò mai a comprendere fino in fondo.
Per questo rido quando, dopo una vacanza di qualche giorno, mi sbattono in faccia il loro «ah, là sì che si sta bene, tutta un’altra vita, ci vivrei subito». Lo credo bene, anch’io lo farei, ma solo perché davvero non ci vivi.

Resta comunque il fatto che comprendere lo straniero è un altro passo verso la rottura dell’archetipo. Verso la quadratura del cerchio.

 

E.

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