Chi sono

me

 

Emanuele Secco.
1987, nato a Gemona del Friuli.
Infanzia passata viaggiando per il lavoro di mio padre. Prima Budapest, poi Segni (RM), infine Villafranca di Verona (VR). Della cosa vado molto orgoglioso: penso mi abbia aiutato a sviluppare una buona apertura mentale.

Fin da quando ero bambino la lettura è stata la mia più grande passione. In quinta elementare i miei primi tentativi di scrittura, con cui cercavo di imitare in maniera fallimentare i racconti dell’orrore che tanto amavo.
Per i seguenti 12-13 anni ho continuato a scrivere, certo, ma molto di rado, non riuscendo mai a trovare la storia giusta da raccontare (che appassionasse me per primo).
Il primo racconto vero e proprio vede la luce nel marzo 2010 (Ciclo di H). Da quando pubblicai le due parti che lo compongono cominciai a scrivere e scrivere, sempre pubblicando su Emanuele Secco’s blog i miei lavori. Il blog mi ha aiutato molto nella scrittura, soprattutto per il fatto che anche dei perfetti sconosciuti potessero leggere i miei lavori e dare un giudizio costruttivo su di essi.
Non rimpiango il tempo passato su Emanuele Secco’s blog, anzi, è stato un capitolo importante della mia esperienza. Mi è stato utile anche per la mia prima pubblicazione: sono stato, infatti, tra i vincitori della seconda edizione del concorso “Incontri Poetici”, Giulio Perrone Editore, con la poesia Rabbia e Acqua (inserita nell’antologia poetica In attesa dell’alba).

Oltre alla scrittura nutro sincere passioni per musica, cinema e il mondo digitale. La fotografia non è una passione, non posso definirla così, ma è un modo che ho scoperto per creare. Credo molto, infatti, nell’unione tra immagine e testo, non solo dal punto di vista della funzione figurativa della prima verso la seconda, ma nel compendio tra le due: immagine e testo sono linguaggi differenti, ma capaci entrambi di approfondire in modo diverso un dato contenuto. Tanti, infatti, sono i racconti che ho cominciato a scrivere partendo da una fotografia, realmente scattata o mentale che dir si voglia. Senza contare, poi, quelli scritti sperimentando un’unione tra prosa tradizionale e sceneggiatura cinematografica.

Ora sono qui.
Diamoci da fare.
Buona visione e buona lettura!

 

E.

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