Il progetto

Takin' a snapshot of a snapshot, Emanuele Secco, 2012
Takin’ a snapshot of a snapshot, Emanuele Secco, 2012

 

UN PO’ DI TEORIA

Roland Barthes, nel suo La camera chiara, descrive il rapporto tra osservatore e fotografia come uno scambio bidirezionale, in termini di studium e punctum. Il primo riguarda la descrizione formale dell’immagine che lo spettatore sta osservando. Il secondo è, al contrario, un dettaglio, una puntura che colpisce irrazionalmente l’intima emotività dello spettatore e gli fa ricordare o rivivere eventi del suo passato. È ciò che può assorbire l’uomo, facendolo entrare nella fotografia e circondandolo dalle sue chiazze fatte di luce e ombra.
Durante il corso di Cinema e fotogiornalismo non è stato difficile studiare il punto di vista di Barthes, in quanto è quello che ho sempre sostenuto riguardo la fotografia e le arti in generale. C’è sempre la presenza di un punctum, in ogni foto, artistica o dilettantesca che sia. Non è un concetto che interessa la bontà tecnica, la composizione e l’assoluta nitidezza; lui aspetta solo qualcuno da poter colpire nel profondo.
Per provare quanto affermato da Barthes, osserviamo la seguente fotografia.

 

Blind musician, André Kertész, 1921
Blind musician, André Kertész, 1921

 

La prima volta che osservai la foto con attenzione, il mio punctum fu la strada, fangosa. Mi riportò agli anni passati in Ungheria, quando ebbi la fortuna di visitare un villaggio mantenuto intatto al di fuori del progresso. Il violino, in un secondo momento, non poté fare a meno di scatenare in me i ricordi riguardanti ballate zigane (ma questo venne solo dopo). In seguito fu con sorpresa che scoprii il punctum di Barthes: identico al mio, anche a lui ricordava i viaggi fatti in Europa orientale. Solo qualche minuto dopo, rapito dalla fotografia e desideroso di saperne di più, lessi che l’immagine era stata scattata dal fotografo ungherese André (o Andor) Kertész, in una località non meglio precisata dell’Ungheria degli anni Venti.
È da quel giorno che davanti agli occhi ho questa foto, come una dolce compagna di strada che mi accompagna verso questo nuovo percorso.
In definitiva, però, ciò che più mi ha colpito è stato, finita la lezione, condividere il mio punto di vista con i compagni di corso e scoprire che ognuno di loro aveva visto nella fotografia qualcosa di diverso. È questo che mi ha spinto a partire con questo nuovo progetto.

 

IL PROGETTO

Vi do il benvenuto su INTIMATE PUNCTUM.
Le diverse tipologie di contenuti presenti in questo spazio sono organizzati in quattro grandi categorie:

  • PUNCTUM: riguarda le mie fotografie. Queste vengono scattate con uno smartphone Google Nexus 5 e presentate in stile Instagram. Ognuna è accompagnata dal mio punctum. Potrete trovare una nuova foto ogni mercoledì;
  • QUOTH THE RAVEN: anche una citazione è un punctum, qualcosa che ci sveglia dalla stasi dell’esistenza. Sono le parole, non solo le immagini, a colpire per la loro immediatezza;
  • URPUNCTUM: perché lasciare a me tutto il divertimento? Potete anche voi pubblicare i vostri punctum, basta andare alla pagina Partecipa e leggere le istruzioni;
  • BEFOREP: contiene quello che è venuto prima di Intimate Punctum, da considerarsi il prologo di tutto. Sono post già presenti su Emanuele Secco’s blog, ma ha preferito riunirli qui in un unico spazio.

Ogni rubrica ha un suo progressivo, così da tenere una propria continuità separata (una storia a sé), ma allo stesso tempo unitaria con il resto dei contenuti presenti sul sito.

 

UN PO’ DI SOCIAL

Aspetto a cui tengo in maniera particolare, è che potrete condividere con me il vostro punctum personale. Potrete colorire ancora di più un mondo virtuale fatto di bit, foto, cinema e parole, perché, come diceva Kertész, «without feelings there’s no reason to live».
Tutto ciò potrete farlo in vari modi:

  • commentando i miei articoli;
  • scrivendo sulla pagina Facebook;
  • commentando su Instagram;
  • rispondendo un tweet o retwittando il contenuto su Twitter.

In ogni caso riportate l’hashtag #ipunctum e il mio nome utente per il social interessato (potete trovare i link nel menù accessibile dall’icona in alto a destra).
Potete anche partecipare al progetto, basta seguire le istruzioni e inviare il materiale.

Una breve precisazione è di dovere: il mio intento non è quello di raggiungere la perfezione tecnica, l’esatta composizione secondo la legge dei terzi, e nemmeno una fama da fotografo. Ciò che mi interessa è creare qualcosa di nuovo da quanto fatto in precedenza, coadiuvando la scrittura all’immagine, unendo le due forme di espressione con una sorta di rapporto simbiotico. Tutto quello che voglio è catturare un momento, un’impressione. Tutto qui.
Bene, penso di non avere nient’altro da dirvi, se non augurarvi buona lettura e buona visione.

A presto!

 

E.

 

«To see the world, things dangerous to come to, to see behind walls, draw closer, to find each other, and to feel. That is the purpose of life»

LIFE magazine

«Le fotografie possono essere ricordate più facilmente delle immagini in movimento, perché sono una precisa fetta di tempo anziché un flusso. Ogni fotografia è invece un momento privilegiato, trasformato in un piccolo oggetto che possiamo conservare e rivedere.»

SUSAN SONTAG

 

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8 pensieri su “Il progetto

  1. Il mio punctum l’ho trovato nel violino, l’espressione della musica all’interno di un ambiente, fisico e umano, essenziale ma devastante dal punto di vista della condizione sociale.Musica quale viatico per alleviare sofferenze e limitatezze economiche che pesano su un’ infanzia costretta a subire gli eventi e che, per sempre, ne porterà i segni. Anche i solchi sulla strada sono come cicatrici nelle povere anime dei bambini

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    1. Grazie mille, prof.
      In effetti speravo di avere un tuo parere a riguardo (mamma mia se è difficile usare il tu in certi casi). Non nascondo, soprattutto non scendendo a patti con piaggerie inutili, che parte del merito è anche del corso seguito, soprattutto per quanto riguarda l’impianto narrativo del tutto e la volontà di coinvolgere gli utenti.
      Cosa dire, ne sarei onorato. 🙂

      A presto,

      E.

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